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INCONTRI D'ESTATE
 
ANDREA SANGALLI
 
 

Incontriamo nella nostra sede il capitano Andrea Sangalli, per una serata tra amici all’insegna del buon umore. Uno dei giocatori piu’ positivi di tutte quante le squadre della nostra societa’ che si e’ guadagnato sul campo l’appellativo di capitano operaio. Giusto soprannome?

“Diciamo che mi si addice. Vestire la fascia di capitano di una squadra dei Brembo Rangers mi riempie d’orgoglio. Non per questo mi sento superiore agli altri, anzi, pero…”

Il capitano che voto da alla sua squadra dopo la sua prima annata?

Come primo anno direi che e’ andata bene. Per come eravamo partiti speravo con qualcosina di meglio. Poi se guardo indietro, visti i vari infortuni e problemi di vario genere come i “bidoni” han finito per compromettere un po’ le cose. Se devo dar voti direi 5 per l’impegno e 6,5 come giudizio complessivo della stagione.

Un capitano deve anche sbilanciarsi. Andrea, un nome: chi e’ stato il migliore nella stagione 2003/2004?

“Ci sono stati troppi momenti diversi nel corso della stagione in cui si sono distinti giocatori diversi: Se proprio devo fare un nome dico Sergio che ha segnato col belli ma soprattutto importanti.”

Cosa ne pensi della società?

“I Brembo Rangers sono gestiti molto bene ed hanno un gruppo dirigente capace, che si sbatte. Loro riescono a garantire una ottima gestione ed una grande organizzazione.”

La discussione viaggia su toni piacevoli e distesi e non poteva che andare verso il ricordo di tutti i bei momenti passati a seguire l’Inter. Non fraintendete, bei momenti nel senso che anche se l’Inter ha regalato il niente ai suoi tifosi, Andrea, Stefano, Patrick, Gigi, Mauro hanno passato diverse domeniche negli stadi d’Italia a seguire i nerazzurri. Loro l’impegno (e soprattutto il buon umore) ce l’hanno messo, che poi l’Inter sia andata come e’ andata non e’ imputabile a loro. Andrea, L’inter?

“Non c’e’ nulla da dire piu’ sull’Inter. Tanta delusione. E’ l’opposto di quello che dicevo prima della nostra società: malgestita e malorganizzata ma soprattutto si sono coperti di miliardi giocatori che non ne valevano ed addirittura in alcuni casi non valevano nulla, che dire di tutto questo.”

 

Come dicevamo prima una buona parte dei componenti della rosa della squadra a sette va assieme a vedere l’Inter, anche in trasferta. Quali sono i momenti che ricordi con piu’ entusiasmo?

“Sono sicuramente due episodi legati al campionato 2002/2003. La trasferta a Roma (Roma – Inter), se non altro perche’ c’eravamo piu’ o meno tutti ed assieme per l’intero viaggio, e’ stato favoloso. E poi Chievo – Inter sempre di quell’anno. Io, Gigi, Stefano, Patrick e il Cribi che dopo la sconfitta sul campo abbiamo dovuto fare tre ore di coda per uscire dal parcheggio dello stadio. Beh, per tutte e tre le ore abbiamo comunque cantato a squarciagola cori e incitamenti ai nostri indegni eroi della domenica. Comunque son tante altre quelle che ricordo volentieri, ste’ due in particolare.”

Chiaro ed esplicito in tutto. Come tutti gli altri anche Andrea si vede che soffre, che bolle di rabbia. Ma torniamo a noi, la stagione 2003/2004 e’ quindi volta al termine. Fra un paio di mesi iniziera’ la nuova annata e li’ ancora sotto. Come vedi il futuro della tua squadra?

“La vedo da pianificare bene. Ci vorrebbero persone piu’ affidabili e magari nuovi innesti tipo quelli del Trofeo “Agora” che si sono dimostrati molto validi e utili alla causa. Tutto questo unito alla riconferma del gruppo (la maggior parte dei giocatori) che ha trascinato la scorsa stagione”

Torniamo su un altro argomento gia’ trattato sotto vari punti che pero’ crea una domanda specifica. Come e’ stato il ritiro del Trofeo “Agora’”, da capitano?

“Semplicemente un’onore ricevere per primo tra le mani il primo trofeo della squadra a sette e spero proprio non sia nemmeno l’ultimo.”

Volge al termine l’incontro con quello che potrebbe essere definito tranquillamente l’uomo simbolo della nostra squadra a 7. E’ stata una scommessa in fondo vinta. Un anno fa di questi tempi alla nascita della squadra non erano pochi i timori, anche da parte della societa’, dopo il brutto primo torneo della scorsa estate. Ma in un paio di mesi si e’ riusciti ad allestire una buona squadra che e’ stata al passo delle prime per tutto il campionato finendo al quinto posto e ha conquistato il suo primo trofeo giusto giusto dopo un anno. Grazie a gente come Andrea si puo’ andare lontano. Conclude lui questo incontro, vai capitano!

“Dopo questo primo anno voglio ringraziare la societa’ sportiva Brembo Rangers che mi ha permesso di tornare a giocare a calcio, lo sport piu’ bello che esista. Prometto per l’anno prossimo di continuare a battermi e battermi sempre di piu’ li in mezzo al campo, per onorare cosi’ il mio soprannome di “capitano operaio” e per ottenere ancora vittorie e magari anche un qualcosa in piu’. Comunque sempre Forza Inter e soprattutto forza Brembo Rangers!”
 
 
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