|
Si inizia subito a parlare di Brembo Rangers e di quell’anno, il
1996. Ma quali sono stati i tuoi piu’ bei ricordi in questi otto
anni?
“Sicuramente le cose che
piu’ mi restano in mente sono quelle del campo perche’ giocando vivi
le cose con un altro stato d’animo. Direi la prima vittoria in un
torneo a Medolago nel 2001 ma piu’ che la finale ricordo la
semifinale ai rigori. Quella e il quarto di Brignano di questa
stagione, sempre ai rigori. Per un portiere e’ un momento in cui sei
solo contro tutti e meno male che entrambe le occasioni sono andate
bene. Ma le migliori sensazioni le si hanno quando si vince un
campionato. Ti senti talmente “primo” che poi alla fine fai tutto in
automatico. Regala sicurezza.”
Piu’ stringato, please, altrimenti ci vogliono sei pagine. Infatti
questo sta dicendo la faccia di Mauro. Ma dicci un po’, tutto e’
cominciato per passione, giusto? Oggi e’ ancora per quello o c’e’
dell’altro?
“La passione e’ sempre
alla base di tutto. Ma piu’ le cose vanno avanti piu’ si assumono
varie responsabilita’. Con giocatori, sponsor ecc...ecc...Ora forse e’
piu’ una missione che una passione”
Esagerato! Gli prende bene parlare di quella che tutti, tranne lui,
ritengono in fin dei conti una sua creatura. Another question: dopo
8 anni, 3 squadre, un sito, un torneo…..cosa provi se qualcuno ti
chiede Brembo..cosa?
“Mi e’ successo e piu’
di una volta. Dipende sempre da chi lo dice. Se lo dice uno lontano
dal giro calcio/calcetto CSI e’ lecito attendersi una risposta un
po’ cosi’. Sinceramente mi fa un po’ specie quando lo dice qualcuno
che sa come ci chiamiamo ma non vuole per cosi’ dire “sbilanciarsi”.
O meglio uno interno alla nostra societa’ per non apparire, ed e’
successo, lo sapete anche voi. Un lavoro di tale portata sia mio che
dei miei collaboratori merita comunque sia rispetto. Poi comunque in
generale penso abbiamo raggiunto una buona visibilità”
Domandone tecnico: come giudichi il primo anno sulla panchina dei
Celtic Brembo?
“Se mi e’ consentito,
reputo una mia creatura piu’ i Celtic che la squadra d’inizio e
quella a sette. Perche’ nel far la classica squadretta tra amici nel
96 e a dar vita al progetto di quella a sette non ero solo. Per i
Celtic ero solo e accompagnato da sole diffidenze. Non ho voluto
pero’ un ruolo di primo piano all’interno ma poi ho visto che stava
andando un po’ tutto “a puttane” perche’ si faceva un po’ tanto per
fare. Non trovando alternative mi sono esposto in prima persona e ho
messo tutto l’impegno possibile da settembre per la causa e per
questo ho preteso un po’ di rigore sia per quanto riguarda la
disponibilita’ al lavoro sul campo che la presenza. La giudico molto
positivamente, abbiamo raggiunto un buon quinto posto e si vede un
po’ che esiste un gioco. La cosa che piu’ mi appaga e’ per l’appunto
l’impegno e la disponibilita’ dei piu’. Ed una grande considerazione
per quello che dico. Se posso promettere una cosa per l’anno
prossimo dico che sicuramente con i Celtic miglioreremo la nostra
posizione di classifica. Sarei disposto a scommettere”

Ancora. Sintesi, capo! Mauro si fa sempre piu’ insofferente e Mr
Corti si e’ gia fatto un paio di pisolini. Ma non si molla, Lo
martelliamo! Visti i tuoi due opposti ruoli sul campo di calcetto
nei Celtic e nei Brembo Rangers, ti senti piu’ portiere o
attaccante?
“Sicuramente portiere.
Credo di aver dimostrato qualcosa in quel ruolo in questi anni e li
mi sento piu’ a mio agio. In attacco faccio un po’ quello che posso,
so di essere limitato. Mettiamola cosi: quello del portiere e’ un
lavoro, l’attaccante e’ un divertimento.”

Cosa si prova a parare due rigori consecutivi e piu’ che mai
decisivi in una partita?
“Tanta soddisfazione e
soprattutto nella partita in cui e’ capitato, per il suo risultato
finale. Pero’ e’ un ruolo un po’ cosi’. Certe volte esco dal campo
coi Brembo Rangers penso s’aver fatto bene e invece secondo gli
altri no. Con i Celtic magari sbaglio tutto ma mi capita di fare un
golletto ed un passaggino e mi sento dar del fenomeno. E’ che il
portiere se para e’ il suo mestiere, se sbaglia anche solo una
virgola e’ un cretino.”
Da dirigente: e’ piu’ facile cacciare chi non merita o trovarne il
sostituto?
“Mandar via la gente e’
la cosa piu’ scocciante a cui si va incontro. Data la mia
responsabilita’ in questi anni ho dovuto allontanare diverse
persone, anche amici ed e’ stata veramente una sofferenza in alcuni
casi. Addirittura c’e’ gente che usciva con me e che non mi rivolge
piu’ la parola per motivi societari. Me ne dispaccio ma come ho
detto prima questa e’ una “missione” e se qualcuna crea problemi non
a me personalmente ma alla societa’ devo intervenire. Orari e
impegni vanno mantenuti nella maniera migliore possibile non per me
ma per rispetto verso gli altri. Ma d’altronte io ci metto la faccia
e quindi sono il capro espiatorio. Va be’….piu’ difficile il primo
caso.”
Uomo di ampie premesse.
Ok, chiarisce bene ma la sintesi! Mauro va in bagno e’ chissa’
quante imprecazioni voleranno.
McCorty
knock-out. Torna
Mauro e si torna sotto. Il discorso spazia ma resta fedele alla
linea interna e si posa su un problema che tutte le squadre piu’ o
meno sbandierano, gli arbitri. E qui lo stuzzichiamo, un assist per
una polemica. Cosa ne pensi degli arbitri CSI?
“Penso che siano uguali
alle squadre del CSI. Cioe’ in ogni squadra i “fenomeni” sono due o
tre non di piu’, in proporzione sono gli arbitri CSI. Alcuni e’
inutile nascondersi sono veramente scarsi, alcuni sono bravi e poi
c’e’ una classica via di mezzo. Ma il problema e’ quando trovi
quelli scarsi o non in giornata. Le partite si trasformano in
rissa. Nel complesso pero’ devo dire che ogni anno si migliora e se
devo dare un voto dico….nel 1998 voto 4, nel 2004 voto 7+.”.
Ok ma vogliamo i nomi!
“Oddio! Parlo solo di
quelli del calcetto, a sette ho troppa poca esperienza. Per gli
scarsi ho un paio di nomi ma non li dico, non voglio rischiare a
fine stagione. Magari se me lo richiedete a settembre…Il migliore e’
Alessandro Gregis, penso siano in molti di questa idea. Ma subito
dopo di lui dico Battista Rota. Mi piace come arbitra, e’
sicuramente il piu’ equo. La cosa che piu’ mi dispiace e’ che i
“rattoni” rischiano di infangare anche gli arbItri. Si tende sempre
di far di tutta l’erba un fascio. Non sara’ giusto ma in queste
occasioni e’ quasi sempre cosi’.”
Abbandoniamo il discorso Brembo…Brembocosa e andiamo a parlare di
una cosa che chi conosce anche di striscio Stefano non puo’ non
sapere. E’ interista e lui tende a sottolinearlo.
“Non sono sportivo, sono
tifoso. Tifoso che ha perso ogni speranza. Ho sofferto troppo
girando gli stadi d’Italia e non solo. Udine, Empoli, Perugia, Roma
passando per Amsterdam e proprio al ritorno dalla trasferta della
Champions League 2002/2003 a Barcellona, una sonora sconfitta per
tre a zero, mi sono demotivato. Lo scorso anno ho seguito poche
partite allo stadio. Terro’ sempre e solo l’Inter ma ora la societa’
mi ha stufato e quindi abdico. Niente stadio, meglio sky cosi’
almeno dopo ogni sconfitta vado a casa dritto, non mi devo sparare
codacce e attese varie.”

Esplicito il ragazzo, pero’ si sente quanta rabbia ha dentro e che
(come noi abbiamo avuto modo di appurare piu’ volte) c’e’ solo l’Inter…Allora
noi dobbiamo metterlo in imbarazzo. Senti, Ste, per la prossima
stagione, dovresti scegliere l’Inter che vince scudetto e Champions
o tre vittorie di campionato con le tre squadre cosa sceglieresti?
“Ma che cattiveria! Non
so allora dico quello piu’ verosimile, le vittorie nostre. Nell’Inter
non credo piu’. Ogni anno prima di fare la tessera dico sempre e se
questo fesse l’anno buono???E giu’ delusioni, sconfitte. Ora
basta, nell’Inter di Moratti e intendo dire nella societa’
pasticciona non credo piu’. Poi se le vittorie verranno saro’ il
primo a gioire e festeggiare. Ma penso che dieci anni di tessere
umilianti possono bastare. Ora per seguire l’Inter voglio qualcosa o
opto per Sky.”
Mamma mia che grinta! Chiaro il concetto, no? O c’e’ bisogno di
altro? Ovviamente parolacce e bestemmioni vari sono stati censurati.
Torniamo a noi. Si dice che a tutto c’e’ un limite, quale sara’ il
limite dei Brembo Rangers?
“Non lo so quale e
quando lo toccheremo il limite. Penso che logicamente essendo una
societa’ gestita in questa maniera se vengono a mancare quelli che
la sostengono non penso ci sara’ chi la rileva, visto che fra
l’altro non ha un proprietario. Il limite generale per noi e quelli
come noi sono i dirigenti e i volontari. Se le societa’ di paese
come per esempio quelle del calcio a 11 viaggiano bene, alcune
organizzano anche feste, e’ perche’ ci son tanti dirigenti e tanti
volontari. Noi in cinque possiamo far molto, tanto e bene. Poi fin
che dura dura. Poi in futuro potrebbero esserci modi gestionali
diversi e ricambi di giocatori e allora potrebbe durare molto. Penso
solo che tra cinque, dieci, cent’anni, quando sara’ e se ci sara’
una fine una megafesta sarebbe il giusto coronamento a questo sogno
chiamato Brembo Rangers.”
Parli di sogno, allora qual’e’ il sogno nel cassetto per il futuro
dei Brembo Rangers?
“Piani ce ne sono, lo
sapete voi, lo so io. Svelarli sarebbe un peccato. Meglio le
sorprese dei sogni, no?”
Si, si, ma uno non lo sveli? Anche piccolo…
“Quello di migliorare il
tutto, mantenimento e sviluppo…”
Stefano, cosa fai a Bonate?
“E’ il destino che mi ha
portato qua. Ho conosciuto Davide alle superiori e ho cominciato a
frequentare lui e un po’, un pochino Bonate. Una vacanza in Irlanda
nel 95 e susseguentemente l’interesse comune per l’Inter con altri
di bonatesi mi ha portato qua e anche se mi piace il mio paese, qua
sto bene.”
Irlanda, un altro chiodo fisso?
“E’ che mi piace la vita
in quei posti. Mi piace la vita in Irlanda, in Spagna, in Olanda. Mi
piacciono gli irlandesi, gli spagnoli, gli olandesi. Li sto bene e
quando posso ci vado, senza particolari chiodi fissi o fisse varie.
Li sto bene e li vado, punto.

Bon, abbiamo finito. Ultimo pensiero?
“Spero solo che i Brembo
Rangers prendano esempio da ogni anno che passa per i nuovi anni,
per crescere. Migliorare di volta in volta, passo passo e’ sempre
una cosa positiva ed e’ state la nostra prerogativa. E poi spero di
aver fatto qualcosa di bello con i Brembo Rangers in questi anni.”
Fine, speriamo di non
esserci allungati troppo ma aver come ospite il boss in casa sua gli
si deve dar spazio. Scusa Mauro, ma il boss e’ il boss… |