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NONOSTANTE CECH.. Anche la scaramanzia vuole la sua parte. Proprio da queste pagine avevamo lanciato l'invito a sostituire la fortunata maglia del Barcellona di Victor Valdes, comprata da Stefano nella citta' catalana apposta per giocare in porta nei Celtic con tanto di presentazione in pompa magna (e come potrebbe essere altrimenti) sotto i fuochi d'artificio al Mare Magnum di Barcellona. Ora dopo averci condotto alla promozione la maglia e' diventata semplice cimelio e chissa' mai un giorno trovera' posto in un museo, magari quando costruiremo un nostro impianto, con tutti gli impresari e magutti che abbiamo in squadra e' il minimo a cui possiamo ambire.
L'invito e' stato accolto e la citta' prescelta e' stata Londra, capitale europea del tempaccio (non fatevi ingannare dalle foto, fino a 5' prima era diluvio!), trasferta effettuata solo ed esclusivamente per l'acquisto della nuova maglia (ok anche per una profonda degustazione di birrette) che serviva per aprire un nuovo ciclo, non hanno funzionato le varie maglie della Societa' provate tra estate ed inizio campionato. Presentatisi a Stamford Bridge, Stefano & Gigi il giorno dopo aver assistito a Chelsea - Sunderland si sono diretti verso il megastore che conteneva delle vere e proprie tentazioni per i calciofili, la maglietta numero 8 originale di Frank Lampard era il piatto forte, bella, di un blu dipinto di blu, celestiale, 65 sterline......Ma il motivo del viaggio era uno solo e quindi ecco la maglia che avrebbe ereditato quella di Victor Valdes, la maglia arancionissimissimo di Peterone Cech. In realta' era designata quella dell'Arsenal di Almunia ma all'Emirates Stadium vendevano solo quella nera e spendere 55 sterline per una maglia semplicemente nera era un po' da idiota. La prescelta era quella perche' il motto era portiere spagnolo e mediocre, quindi il buon Almunia era il degno sostituto del buon Valdes. Meglio spenderne 66 (!!!) per quella arancio, pardon arancionissimissimo, di Cech anche se la tentazione di scriverci 23 Cudicini era forte ma grazie ai consigli del commesso s'e' optato verso il portiere ceco, visto che lui avrebbe preferito addirittura Hilario. Vabbe' spagnoli mediocri ma portogheri scarsoni era davvero troppo! Il commesso a dire la verita' ha consigliato anche l'acquisto di pantaloncini e calzettoni originali del Chelsea per un completo "Total Orange" ma passi pure andare in giro per la provincia con quella maglia, onestamente un po' da bullo delle giostre ma con tutto il completo era un po' da gioppino e poi il prezzo lievitava come una pagnotta pugliese verso le 350 mila lire circa, un furto. Un vero e proprio furto! S'e' resistito alle varie tentazioni anche se il piano delle cazzatelle era davvero strepitoso, se non fosse stato per i prezzacci generati dal cambio a dir poco sfavorevole qualche acquisto ci stava dentro.
Presentazione ufficiale scarna, niente a che vedere con i fuochi d'artificio di Barcellona e nessun giapponese che abboccava, solo qualche italiano dal facile sarcasmo durante le foto e come dargli torto anche se, se non fosse per qualche (un po' piu' di qualche) chilo di troppo si confonderebbe bene tra i portieri del Chelsea, il problema sono le doti tecniche. Con Hilario siamo li, visto nel riscaldamento prepartita del giorno prima faceva proprio paura! Non che se avesse giocato lui il Sunderland avrebbe potuto raccimolare un risultato migliore del 5 a 0 subìto, visto che avra' si e no superato la meta' campo mezza volta, pero'.....Senza timore Stefano s'e' accomodato li per la prima foto ufficiale con indosso quella maglia, accanto a John Terry e Franky Lampard, sensazione unica, manco fossero belle fighe! Barcellona genero' anche una bella guida gastronomica ma siccome il bongustaio Mauro Crotti e' stato sostituito dal calciofilo Gigi Beretta nei prossimi giorni potremmo raccontarvi qualcosa sul tanto osannato modello inglese del calcio...
La maglia di Valdes esordi' subito con una vittoria, 6 a 4 e fu protagonista di un ritorno con 9 vittorie e 2 sconfitte, preludio al trionfale campionato dell'anno scorso. Ora speriamo davvero che la maglia di Cech faccia il suo dovere altrimenti prepariamo gia' una trasferta per l'otto dicembre, si vocifera per Madrid per prendere all'allenatore la divisa di Bernd Schuster, giacca e cravatta come si conviene ai tecnici seri oppure meglio ancora senza cravatta con camicia sbottonata come piu' conviene a Mourinho ma anche a Maurinho, forse quello dei tempi d'oro al Nikita...Quanta nostalgia....
12 ANNI CON
GIGI E STEFANO
Sono passati 12 anni da quando un gruppo di 7 / 8 amici (che in alcuni casi si erano appena conosciuti) cominciava a giocare assieme per le palestre della zona di Bonate Sotto dove un nuovo fenomeno si stava sviluppando a macchia d'olio fino ad arrivare ai numeri da record dei giorni nostri, il Calcio a 5, per gli amici il "calcetto". Sono passati 12 anni, non sono molti ma nemmeno pochi, sono preistoria se si pensa ad allora. Innanzitutto si giocava col pallone "Size" 5, peloso e quasi sempre giallo fosforescente che rimbalzava alla grande e permetteva grandi tiri al volo e superbe parate, attrezzo che quindi smussava le lacune dei giocatori improvvisati. Quando venne adottato quello attuale fu panico, noi fra l'altro non abbiamo fatto a tempo a giocare partite ufficiali col vecchio pallone, un vero peccato. Poche erano le squadre e chi giocava lo faceva soprattutto tra amici con dei mix vari di giocatori che nemmeno si conoscevano e che mai si sarebbero piu' rivisti. Oppure c'erano squadrette gia' bene o male formate come la nostra che gia' da subito aveva una sua divisa, maglie dell'Inter originali o meno ma obbligatoriamente con nome e numero. C'erano 1 Pagliuca, 14 Winter, 21 Sforza, 9 Zamorano, 8 Ince, 4 J. Zanetti (eh si, lui c'era gia'!), 6 Djorkaeff, 27 Branca. La diffusione del telefono cellulare nel 1996 era inesistente, l'ondata sarebbe arrivata di li a poco con apparecchi a cui se ci si pensa ora viene piu' in mente una cabina telefonica che un telefono e con tariffe divise tra mattina, pomeriggio e sera che erano davvero onerose. Se sbagliavi a chiamare alle nove della mattina rischiavi di pagare dieci mila lire per un paio di minuti di conversazione, anni in cui la TIM era l'unico operatore e senza concorrenza faceva un po' il cazzo che voleva. Comunque allora i "bidoni" erano signori "Bidoni", non si avvisava nessuno e si tirava il "pacco", alcune volte si era solo 4 contro 4 (o meno ancora!) ma si giocava per forza due ore, un'ora era poco...Ma come eravamo giovani!
Per celebrare questo dodicesimo compleanno abbiamo messo su una chiacchierata con Gigi Beretta e Stefano Mazzoleni che assieme a Marco Frigeni sono gli unici superstiti della "Genesi". Gigi ha messo assieme un totale di 430 presenze con le nostre squadre mentre Stefano ha da poco tagliato (ovviamente per primo) il traguardo delle 500 presenze, 501 in tutto quindi due colonne delle nostre squadre negli anni con cui parleremo di questi 12 anni di Brembo Rangers e non solo. Bando alle ciance! VIA!
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