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IN RICORDO DI
FRANCO SCOGLIO

Una
persona speciale, vogliamo mettere anche la nostra voce nella
raccolta di voci che si sono alzate per il grande dolore provocato
dalla sua scomparsa inaspettata.
Franco
Scoglio da Lipari non era un allenatore da scudetti sulla tuta ne
tantomeno da coppe dei campioni sulle maniche ma e' difficile che ci
si possa dimenticare di lui. Straordinario personaggio che da
qualche anno faceva presenza nei vari studi televisivi, lega la sua
figura a quella del Genoa, quel meraviglioso Genoa che lui nel 1988
porto' in A, ponendo le basi poi per il grande Genoa di Osvaldo
Bagnoli, quello del 2 a 1 ad Anfield per intenderci.
Le
sue apparizioni televisive lo hanno sempre posto come grande
comunicatore e uomo di idee e di massime. Gia', le massime di Franco
Scoglio, sempre contrario alle cose fatte "at minchiam". "Se un mio
giocatore mi dice che gioca sia a destra che a sinistra io lo lascio
in tribuna" oppure "Non esiste la societa', non esiste la squadra,
non esistono i giocatori, esistono solo il tecnico e la tifoseria".
O il suo "Dissento da Tizio, dissento da Caio", immancabile preludio
all'esposizione della sua teoria. Quando sosteneva che se fosse
stato lui alla guida della prima Inter di Cuper avrebbe vinto lo
scudetto con tre giornate d'anticipo, quando lascio' la guida della
Tunisia rinunciando all'avventura mondiale da lui stesso conquistata
per correre al capezzale del suo Genoa che stava crollando in C,
quando rinuncio' al ricco contratto da CT della Libia
perche'
non voleva l'obbligo di far giocare il figlio di Gheddafi, lui non
lo riteneva all'altezza e quindi niente nazionale, qualunque sia il
tuo nome. O quando da allenatore del Genoa espresse sincere opinioni
di un suo giocatore, l'uruguayano Jose' Perdomo, senza peli sulla
lingua. Ed aveva ragione...Uomini di principio, uomini di carattere,
uomini che ami o che odi, senza vie di mezzo, uomini che comunque
non passano inosservati. Anche senza vincere scudetti o Champions
League, senza aver dovuto per forza guidare grandi squadroni
metropolitani.
A Franco Scoglio va il nostro
pensiero, perche' se ne va uno degli ultimi uomini di calcio vero,
quello lontano dai tempi moderni ma tanto tanto vicini alla gente,
quella che del calcio ama la sua parte genuina, sempre meno presente
al giorno d'oggi. Grazie Professore, tutti gli appassionati di
calcio ti devono qualcosa, specie i trentenni di oggi che anche
grazie a te si sono avvicinati al calcio. Chissa' lassu' che
chiacchierate vi farete tu, l'Avvocato Prisco, Dino Viola, Gianni
Brera, Nereo Rocco, Costantino Rozzi e tutta la gente come voi che
ha lasciato parlando di calcio un qualcosa quaggiu'.
Buon ultimo viaggio, Professore!
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