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INCONTRI D'ESTATE 2005

 

ROBERTO PANSERI

ROBY GALDE

 

 

 

 

Roberto Panseri, in arte Galde. Altro bonatese "DOC", uno dei piu' forti e conosciuti giocatori di calcetto dell'intera provincia. Fino ai 19 anni nelle giovanili del Bonate Sotto, da quasi una quindicina d'anni il Galde e' una star del calcio a 5 essendo stato anche uno dei punti fermi della squadra del Bergamo calcio a 5 che qualche stagione orsono gioco' in serie A.

 

 

Una star vera e propria di fronte a noi stavolta. E la sede si riempie di incuriosidi dirigenti e non della societa' che vogliono partecipare a questo incontro col Galde. E cominciamo subito da qua, tanto per mettere le cose in chiaro.

- Ma come mai, soprattutto a Bonate sei conosciuto come Galde?

"Questo soprannome risale alla meta' degli anni 80, quando giocavo nelle giovanili del Bonate Sotto e mi e' stato dato da Stelio Locatelli e Fabrizio Rocchi che erano i miei allenatori di allora. Anche se giocavo da terzino sinistro avevo il vizietto del gol e in uno di quegli anni nella Juve c'era il famoso Nanu Galderisi che spopolava che aveva segnato il mio stesso numero di gol in campionato, quindi li nacque il tutto. Eh si, segnavo da terzino sinistro e l'ho fatto anche in prima squadra. Un'anno nel Bonate "dei Grandi" ho fatto 9 gol in campionato. Non male per un terzino, no?"

Mica male! abbiamo di fronte un Branco in salsa bonatese. Vi ricordate, vero, di Branco?

- Raccontaci un po' la tua carriera calcistica

"Beh ho sempre giocato nel Bonate Sotto, ho fatto tutta la trafila del settore giovanile poi a 18 anni sono passato alla prima squadra. Alla fine del mio secondo anno sono andato a fare un torneo di calcetto a Mapello con il Bonate e siamo arrivati in finale, giocando contro una squadra collegata a La Torre calcio a 5. Mi hanno visto giocare e mi hanno chiesto di andare a provare a fare la preparazione e poi d'andare a giocare il nazionale di calcetto con loro. Io mi sentivo allettato dall'offerta e spinto anche dalla mamma che se andavo la non avrebbe piu' dovuto lavarmi le magliette, decisi di chiedere l'autorizzazione al Bonate Sotto che senza problemi mi ha lasciato andare. Poi sono sempre rimasto in quella societa' che ha cambiato anche nome, dalla Torre a Gorle a Bergamo calcio a 5. Ma io sono sempre rimasto li."

 

Ed e' stata una fortuna per lui che col calcetto si e' fatto conoscere un po' dappertutto, giocando in tante parti d'Italia. Con un fiore all'occhiello, il campionato di serie A1 col Bergamo calcio a 5. 

- Come e' stata l'esperienza in serie A?

"Una grande esperienza, veramente. Li giochi contro giocatori fortissimi ed a ritmi di gioco paurosi, un bel test sulle tue capacita'. Poi scopri parti d'Italia in cui il calcetto vuol dire veramente qualcosa. Mi viene in mente un'aneddoto, Augusta - Bergamo, esordio in serie A ad Augusta in provincia di Catania ad inizio settembre. Atterrammo con l'aereo a Reggio Calabria, poi col traghetto a Catania ed infine arrivammo ad Augusta, paesotto del Catanese. C'erano 40 gradi e in giro (era sabato pomeriggio) non c'era nessuno, neanche un'anima, nessuno. Restammo stupefatti! Arrivammo al palazzetto e....C'era tutto il paese l'i dentro. Era l'unico posto climatizzato ed erano li tutti a mangiare, bere , chiacchierare. E rimasero li ovviamente anche per la partita che giocammo ovviamente in una bolgia. Ma non era l'unico palazzetto strapieno. Mi viene in mente anche la partita con la mitica BNL a Roma, giocata in un megapalazzetto ed in 6 riuscimmo a pareggiarla 3 a 3. O il gran tifo quando giocammo con la Lazio. Insomma, una grandissima esperienza!"

- Qual'e' stato il miglior giocatore che hai incontrato?

"Secondo me il migliore e non solo come giocatore ma anche come uomo e' Mico Martic, mio compagno del Bergamo nell'anno nella massima serie. Capitano della nazionale croata, e' stato nominato anche miglior giocatore al mondo. Ha iniziato nel calcio a 11 con la Stella Rossa di Belgrado e non ha sfondato solo perche aveva davanti mostri sacri del calcio mondiale ed e' quindi approdato al calcetto. Mi viene in mente anche un certo Abibija (non so come si scrive) che giocava nell'Aosta. Ad inizio gara ci disse che in 15 secondi avrebbe segnato scartando tutta la squadra. Detto fatto, un vero fenomeno."

 Beh si, a contatto coi fenomeni non puo' che essere un'esperienza stimolante. In Italia i giocatori di calcetto stentano ancora a raggiungere una grande popolarita', nonostante negli ultimi ingaggi riescano a portarsi a casa degli ingaggi importanti.

- E tra gli italiani chi ci puoi segnalare?

"Il miglior giocatore italiano secondo me e' e resta Rubei. Poi ho giocato anche contro Angelini, il mitico portiere della nazionale famoso per la sua stazza che e' veramente imponente e nonostante cio' e' un vero gatto! Ma cio' che piu' mi ha stupito di tutto e' stata la sua precisione sui rinvii con le mani, veri e propri rinvii telecomandati sui piedi dei compagni in qualsiasi parte del campo loro fossero" 

Insomma il calcetto sta crescendo ed interessa sempre a piu' gente. Un fenomeno diffuso negli ultimi anni e' il fallimento di diverse societa', caso piu' eclatante fu quello del Torino campione d'Italia qualche annetto fa e non presentatosi da campione in carica nel campionato successivo. Ed anche a Bergamo la situazione non e' stabilissima. Galde pensa che...

"Con l'evoluzione e lo sviluppo di questo sport c'e' da contare che sono lievitati i costi. Ingagggi e spese varie di gestione sono sempre piu' grandi. Allora certe societa' fanno lo sforzo uno o due anni e poi lasciano perche' e' difficile reggere di piu''. Succede anche nel calcio super miliardario..."

 La chiacchierata procede bene e dalle retrovie parte una domanda...

- Ma perche' non hai mai fatto una presenza nei Brembo Rangers?

"Semplicemente perche non mi avete mai chiamato!" 

 Di colpo gli sgaurdi passano pesanti su Stefano che sentendosi chiamato in causa spiega: "Non ho mai chiamato il Galde perche' so che d'estate specialmente viene sommerso dalle richieste quindi non voglio mettermici anch'io." Allora ecco il Galde: "Beh, quest'estate ne ho fatti 11 di tornei, non sono pochi ma magari in futuro ad una chiamata potrei rispondere presente, senza problemi."

- In un futuro potresti tornare a giocare stabilmente nel CSI?

"Non lo escludo assolutamente. A patto che comunque alla base ci sia un buon progetto, serio." 

 Ritorno si, poiche' Roby ha gia' giocato nel CSI ed era l'era dei mitici Devils

- Cosa ricordi di quell'esperienza?

"Quella era veramente una grandissima squadra capace di far grandi risultati con squadre in quell'epoca molto in voga, tipo la Pizzeria 900. Credo che abbiamo dato molto al movimento calcetto CSI, senza falsa modestia abbiamo fatto avvicinare molta gente allo questo sport. Poi il cambiamento delle regole ha fatto si che non potessimo piu' partecipare anche ai campionati CSI ed a malincuore l'esperienza dei Devils e' finita. Abbiamo dato qualcosa anche al centro sportivo. Il primo anno infatti eravamo solo 4 squadre ed abbiamo anche fatto le porte, le abbiamo saldate e adeguato un po' l'impianto alla disciplina. Ora ce ne sono di squadre che giocano a Bonate Sotto..." 

Dobbiamo correre. E' molto interessante il tutto ma lo spazio sta per esaurirsi ed allora andiamo con la domanda di rito.

- Cosa ne pensi dei Brembo Rangers?

"Una SOCIETA’!!!! con la S maiuscola. Quando uno pensa ad una società intesa come organizzazione , voglia di fare, entusiasmo…….ebbene questi sono i Brembo Rangers!"

Conciso e deciso. Grazie Galde, vai col solito gran finale marzulliano..

- Fatti una domanda e datti una risposta

"Quando pensi di smettere???? E’ ancora presto….. Quando alcuni incoscenti ti premiano a 33 anni come migliore giocatore in un torneo e ne vinci alcuni, per mollare è ancora presto sapendo che puoi dare ancora parecchio al movimento e soprattutto dal momento in cui mi diverto……io ci sono!!!! Non sarà contenta mia mamma di quest’ultima dichiarazione!"

Ma ne siamo contenti noi caro Galde, non noi come Brembo Rangers che non ti hanno mai (per ora) visto tra le proprie file, ma noi come amanti del calcetto, dei tornei, del movimento che anche noi in nostra piccola parte sentiamo nostro. Molto e' stato detto e non pubblicato per motivi di spazio ma dialogare con Roby e' sempre un piacere. Arrivederci alla prossima, magari con una maglia bianco blu (o bianco verde) addosso!

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