|

Roberto Panseri, in arte Galde.
Altro bonatese "DOC", uno dei piu' forti e conosciuti giocatori di
calcetto dell'intera provincia. Fino ai 19 anni nelle giovanili del
Bonate Sotto, da quasi una quindicina d'anni il Galde e' una star
del calcio a 5 essendo stato anche uno dei punti fermi della squadra
del Bergamo calcio a 5 che qualche stagione orsono gioco' in serie
A.
Una star vera e propria di fronte
a noi stavolta. E la sede si riempie di incuriosidi dirigenti e non
della societa' che vogliono partecipare a questo incontro col Galde.
E cominciamo subito da qua, tanto per mettere le cose in chiaro.
- Ma come mai, soprattutto a
Bonate sei conosciuto come Galde?
"Questo soprannome risale alla
meta' degli anni 80, quando giocavo nelle giovanili del Bonate Sotto
e mi e' stato dato da Stelio Locatelli e Fabrizio Rocchi che erano i
miei allenatori di allora. Anche se giocavo da terzino sinistro
avevo il vizietto del gol e in uno di quegli anni nella Juve c'era
il famoso Nanu Galderisi che spopolava che aveva segnato il mio
stesso numero di gol in campionato, quindi li nacque il tutto. Eh
si, segnavo da terzino sinistro e l'ho fatto anche in prima squadra.
Un'anno nel Bonate "dei Grandi" ho fatto 9 gol in campionato. Non
male per un terzino, no?"
Mica male! abbiamo di fronte
un Branco in salsa bonatese. Vi ricordate, vero, di Branco?
- Raccontaci un po' la tua
carriera calcistica
"Beh ho sempre giocato nel Bonate
Sotto, ho fatto tutta la trafila del settore giovanile poi a 18 anni
sono passato alla prima squadra. Alla fine del mio secondo anno sono
andato a fare un torneo di calcetto a Mapello con il Bonate e siamo
arrivati in finale, giocando contro una squadra collegata a La Torre
calcio a 5. Mi hanno visto giocare e mi hanno chiesto di andare a
provare a fare la preparazione e poi d'andare a giocare il nazionale
di calcetto con loro. Io mi sentivo allettato dall'offerta e spinto
anche dalla mamma che se andavo la non avrebbe piu' dovuto lavarmi
le magliette, decisi di chiedere l'autorizzazione al Bonate Sotto
che senza problemi mi ha lasciato andare. Poi sono sempre rimasto in
quella societa' che ha cambiato anche nome, dalla Torre a Gorle a
Bergamo calcio a 5. Ma io sono sempre rimasto li."

Ed e' stata una fortuna per lui
che col calcetto si e' fatto conoscere un po' dappertutto, giocando
in tante parti d'Italia. Con un fiore all'occhiello, il campionato
di serie A1 col Bergamo calcio a 5.
- Come e' stata l'esperienza in
serie A?
"Una grande esperienza,
veramente. Li giochi contro giocatori fortissimi ed a ritmi di gioco
paurosi, un bel test sulle tue capacita'. Poi scopri parti d'Italia
in cui il calcetto vuol dire veramente qualcosa. Mi viene in mente
un'aneddoto, Augusta - Bergamo, esordio in serie A ad Augusta in
provincia di Catania ad inizio settembre. Atterrammo con l'aereo a
Reggio Calabria, poi col traghetto a Catania ed infine arrivammo ad
Augusta, paesotto del Catanese. C'erano 40 gradi e in giro (era
sabato pomeriggio) non c'era nessuno, neanche un'anima, nessuno.
Restammo stupefatti! Arrivammo al palazzetto e....C'era tutto il
paese l'i dentro. Era l'unico posto climatizzato ed erano li tutti a
mangiare, bere , chiacchierare. E rimasero li ovviamente anche per
la partita che giocammo ovviamente in una bolgia. Ma non era l'unico
palazzetto strapieno. Mi viene in mente anche la partita con la
mitica BNL a Roma, giocata in un megapalazzetto ed in 6 riuscimmo a
pareggiarla 3 a 3. O il gran tifo quando giocammo con la Lazio.
Insomma, una grandissima esperienza!"
- Qual'e' stato il miglior
giocatore che hai incontrato?
"Secondo me il migliore e non
solo come giocatore ma anche come uomo e' Mico Martic, mio compagno
del Bergamo nell'anno nella massima serie. Capitano della nazionale
croata, e' stato nominato anche miglior giocatore al mondo. Ha
iniziato nel calcio a 11 con la Stella Rossa di Belgrado e non ha
sfondato solo perche aveva davanti mostri sacri del calcio mondiale
ed e' quindi approdato al calcetto. Mi viene in mente anche un certo
Abibija (non so come si scrive) che giocava nell'Aosta. Ad inizio
gara ci disse che in 15 secondi avrebbe segnato scartando tutta la
squadra. Detto fatto, un vero fenomeno."
Beh si, a contatto coi
fenomeni non puo' che essere un'esperienza stimolante. In Italia i
giocatori di calcetto stentano ancora a raggiungere una grande
popolarita', nonostante negli ultimi ingaggi riescano a portarsi a
casa degli ingaggi importanti.

- E tra gli italiani chi ci puoi
segnalare?
"Il miglior giocatore italiano
secondo me e' e resta Rubei. Poi ho giocato anche contro Angelini,
il mitico portiere della nazionale famoso per la sua stazza che e'
veramente imponente e nonostante cio' e' un vero gatto! Ma cio' che
piu' mi ha stupito di tutto e' stata la sua precisione sui rinvii
con le mani, veri e propri rinvii telecomandati sui piedi dei
compagni in qualsiasi parte del campo loro fossero"
Insomma il calcetto sta crescendo
ed interessa sempre a piu' gente. Un fenomeno diffuso negli ultimi
anni e' il fallimento di diverse societa', caso piu' eclatante fu
quello del Torino campione d'Italia qualche annetto fa e non
presentatosi da campione in carica nel campionato successivo. Ed
anche a Bergamo la situazione non e' stabilissima. Galde pensa
che...
"Con l'evoluzione e lo
sviluppo di questo sport c'e' da contare che sono lievitati i costi.
Ingagggi e spese varie di gestione sono sempre piu' grandi. Allora
certe societa' fanno lo sforzo uno o due anni e poi lasciano perche'
e' difficile reggere di piu''. Succede anche nel calcio super
miliardario..."
La chiacchierata procede
bene e dalle retrovie parte una domanda...
- Ma perche' non hai mai fatto
una presenza nei Brembo Rangers?
"Semplicemente perche non mi
avete mai chiamato!"

Di colpo gli sgaurdi
passano pesanti su Stefano che sentendosi chiamato in causa spiega:
"Non ho mai chiamato il Galde perche' so che d'estate
specialmente viene sommerso dalle richieste quindi non voglio
mettermici anch'io." Allora ecco il Galde: "Beh, quest'estate
ne ho fatti 11 di tornei, non sono pochi ma magari in futuro ad una
chiamata potrei rispondere presente, senza problemi."
- In un futuro potresti tornare a
giocare stabilmente nel CSI?
"Non lo escludo assolutamente. A
patto che comunque alla base ci sia un buon progetto, serio."
Ritorno si, poiche' Roby ha
gia' giocato nel CSI ed era l'era dei mitici Devils
- Cosa ricordi di quell'esperienza?
"Quella era veramente una
grandissima squadra capace di far grandi risultati con squadre in
quell'epoca molto in voga, tipo la Pizzeria 900. Credo che abbiamo
dato molto al movimento calcetto CSI, senza falsa modestia abbiamo
fatto avvicinare molta gente allo questo sport. Poi il cambiamento
delle regole ha fatto si che non potessimo piu' partecipare anche ai
campionati CSI ed a malincuore l'esperienza dei Devils e' finita.
Abbiamo dato qualcosa anche al centro sportivo. Il primo anno
infatti eravamo solo 4 squadre ed abbiamo anche fatto le porte, le
abbiamo saldate e adeguato un po' l'impianto alla disciplina. Ora ce
ne sono di squadre che giocano a Bonate Sotto..."

Dobbiamo correre. E' molto
interessante il tutto ma lo spazio sta per esaurirsi ed allora
andiamo con la domanda di rito.
- Cosa ne pensi dei Brembo
Rangers?
"Una SOCIETA’!!!! con la S
maiuscola. Quando uno pensa ad una società intesa come
organizzazione , voglia di fare, entusiasmo…….ebbene questi sono i
Brembo Rangers!"
Conciso e deciso. Grazie Galde,
vai col solito gran finale marzulliano..
- Fatti
una domanda e datti una risposta
"Quando pensi di
smettere????
E’ ancora presto….. Quando alcuni incoscenti ti premiano a 33
anni come migliore giocatore in un torneo e ne vinci alcuni, per
mollare è ancora presto sapendo che puoi dare ancora parecchio al
movimento e soprattutto dal momento in cui mi diverto……io ci
sono!!!!
Non sarà contenta mia mamma di quest’ultima dichiarazione!"
Ma ne siamo
contenti noi caro Galde, non noi come Brembo Rangers che non ti
hanno mai (per ora) visto tra le proprie file, ma noi come amanti
del calcetto, dei tornei, del movimento che anche noi in nostra
piccola parte sentiamo nostro. Molto e' stato detto e non pubblicato
per motivi di spazio ma dialogare con Roby e' sempre un piacere.
Arrivederci alla prossima, magari con una maglia bianco blu (o
bianco verde) addosso!
HOME PAGE
|