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INCONTRI D'ESTATE 2005

 

PAOLO BREMBILLA

PAOLO E "IL GIACOMO"

 

 

 

 

Paolo Brembilla, bonatese doc, responsabile del Giacomo Marrone, squadra di calcio a 5 impegnata da anni nei campionati CSI e nel torneo dell'Oratorio San Giorgio. Di gran lunga la squadra di calcetto piu' amata di Bonate Sotto.

 

 

 

Riflettori sul Giacomo Marrone, squadra di calcio a 5 di Bonate Sotto. Ma non semplicemente una squadra, si potrebbe dire LA squadra di Bonate Sotto. Infatti il "Giacomo" gode da sempre di un seguito di tifosi e simpatizzanti nel paese. E Paolo Brembilla ne e' il responsabile, la mente e sara' lui a guidarci in quest'incontro nel mondo Giacomo Marrone.

- Anzitutto Paolo, perche' Giacomo Marrone?

"Il nome della squadra non e' altro che la traduzione italiana di James Brown, il cantante preferito dai giocatori che formavano la squadra. Nei nostri primi anni al torneo dell'Oratorio di Bonate Sotto si chiamava Belfast, poi e' nato questo nome che ha portato subito fortuna. Al primo colpo siamo arrivati terzi dopo i primi anni senza risultati"

Gli inizi del Giacomo Marrone. Questo gruppo di amici gioca assieme da tanti anni, dagli anni 80 ma chi meglio di Paolo puo' raccontarci la storia del Giacomo Marrone?

"Questa squadra esiste dal 1988 ed allora partecipava solamente al torneo dell'Oratorio di Bonate Sotto. Dal 1992 si chiama Giacomo Marrone. Io, Alan Campana, Patrizio Angioletti, Roberto Brembilla, Giovanni Zonca, Pierluigi Farina, Mario Locatelli e Gianluca Zola si puo' dire che siamo gli "storici". Dal campionato 92/93 visto che tutti un po' avevano smesso con i loro impegni agonistici abbiamo deciso di partecipare anche al campionato CSI di calcio a 5. Lo sponsor ufficiale della squadra e' stato per i primi anni ed ancora oggi per il torneo dell'Oratorio il Bar Gianni, luogo d'incontro di molti di noi"

Ecco in poche righe spiegati quasi vent'anni della squadra di calcetto piu' amata del paese.

- Ma come mai tutto questo affetto nei vostri confronti?

"Credo che questo sia dovuto al fatto che noi siamo tutti ragazzi che frequentano molto il paese. Siamo sempre "in piazza". Siamo un gruppo di amici che si vede ovviamente anche fuori dal campo ed avendo a nostra volta tanti amici in paese e' normale che abbiamo un ottimo seguito alle nostre partite, specie nei tornei dell'Oratorio sin dai tempi in cui si giocava nel cortile anteriore, sull'asfalto. Fra l'altro proprio su quel campo e' nato quello che e' tutt'ora il motto del Giacomo Marrone, nato nella finale del 3° posto di cui facevo riferimento prima, nel 1992. Ossia "Noi abbiamo Zola coi capelli lunghi, voi tutti pelati". Venuto su spontaneamente tra i nostri tifosi visti gli avversari di quella partita. Resiste ancora oggi!"

La storia delle estati dell'ultimo ventennio a Bonate Sotto passa inevitabilmente dal celebre torneo di calcetto dell'Oratorio. Il risultato migliore del "Giacomo" e' stata la finale raggiunta e poi persa contro i "soliti", ma lo spettacolo fu il pubblico di quella sera.

 - Cosa ricordi di quella finale?

 "Era l'estate del 2003. La finale per due giorni di fila non si gioco' per pioggia. Il terzo fu il giorno buono. I nostri tifosi, i ragazzi del paese avevano preparato tutto in grande stile. Cori da stadio ed una coreografia da paura, in neroarancio. Striscioni, bandiere, perfino palloncini. Fu come una festa anche se alla fine non vincemmo quella finale. Ma e' un ricordo indimenticabile"

Ed ad un esponente cosi' illustre tra i protagonisti del torneo dell'Oratorio San Giorgio vorremmo un pensiero sui soliti noti problemi che lo assillano e che hanno portato al non svolgimento della scorsa estate ed alla disputa di un solo match in quello di quest'anno

 "Beh, che dire. E' profondamente ingiusto che una manifestazione cosi' debba essere cancellata per una sola persona. E non mi riferisco al campo ma bensi' al valore aggregativo che questo torneo ha per Bonate e per i Bonatesi. Non e' un eufemismo dire che molta gente del paese si ritrova a far "due parole" una volta l'anno. E quella volta l'anno e' proprio li, al torneo dell'Oratorio, vero e proprio fulcro della vita sociale del paese."

 - A parte quella finale c'e' un'altra partita che metteresti tra gli eventi indimenticabili?

 "Si, una partita del 1998 di campionato che giocammo a Barzana. Sul campo ci presentammo in 4 e io stesso dalla panchina ero preoccupato per una figuraccia. E sullo 0-3 ho cominciato a pensar veramente male. Da li in poi successe l'impossibile. Pensate che andammo addirittura sul 6 a 3 per noi! Poi la partita si concluse 6 a 4 e li abbiamo compiuto davvero un'impresa da ricordare. Una delle piu' grandi nostre imprese. Barzana e' un paese che a noi fra l'altro porta anche bene, ci abbiamo vinto un torneo li."

Interessante sicuramente il mondo del Giacomo Marrone. Paolo e' stato un ottimo navigatore.

- Cosa pensi a livello piu' generale del movimento calcetto?

"Io credo che comunque il calcetto sia da vedere come un "secondo fine" essendo un'attivita' svolta in prevalenza da giocatori che hanno smesso con la FIGC a 11. O per lo meno io parlo in questi termini della nostra esperienza. Siamo un gruppo di amici che una volta alla settimana si trova per fare una partita a pallone che poi alla fine della gara diventa un ottimo pretesto per passare la serata assieme a bere qualcosa e qualche volta l'anno andiamo a far delle cene. Ora col tempo siamo un gruppo che conta piu' di una trentina di persone quando ci si siede a tavola. Davvero un bel gruppo!"

 Eh, si. Un gran bel gruppo. Che per la maggior parte tifa Atalanta, di quel tifo vero, da Curva Pisani frequentata da quasi tutti nel presente e nel passato. Ovviamente Paolo e' di quella sponda e dopo il campionato di quest'anno culminato con la retrocessione si ritrovano sempre con la stessa inscalfibile passione addosso.

- Vai Paolo, Atalanta?

"L'Atalanta e' una grande squadra purtroppo in mano a veri e propri incompetenti. A persone che al posto di fare come fanno altri in altre piazze anche meno blasonate e cioe' mettere il cuore nell'operare per la squadra, prima di tutto pensano al loro portafogli, a guadagnarci sopra, fregandosene del sentimento che ha per la Dea la sua gente. E questo e' male. Comunque penso che rispetto a due anni fa quando eravamo in B ci sono piu' mezzi tecnici per la promozione quindi io m'aspetto una rapida risalita. Concludo dicendo che se la squadra fosse a livello della tifoseria sarebbe da Champions League, senza alcun dubbio" 

C'e' risentimento nelle parole sue e di tutti i tifosi dell'Atalanta. Non si fa fatica a scorgere in ogni angolo della provincia i cartelli con la scritta "Ruggeri Vattene" e pure le numerose scritte sui muri che incitano la squadra, la bandiera ma non la societa'. Sta volgendo al termine il nostro incontro col signor Giacomo Marrone e c'e' spazio ancora solo per una domanda. La domanda di rito per i nostri ospiti.

- Cosa ne pensi dei Brembo Rangers?

"Penso sia una realta' innanzitutto gestita dal proprio gruppo dirigente in maniera eccezionale. L'essere partiti con la "squadretta" di calcetto tra amici ed essere arrivati ad essere una realta' sportiva in paese e' sicuramente un qualcosa che merita apprezzamenti. Soprattutto, come dicevo, per chi la guida e l'ha guidata."

Chiudiamo qui sperando d'essere riusciti assieme a Paolo a portarvi a conoscenza del Giacomo Marrone e dei suoi quasi vent'anni di calcetto. Poche sono le squadre che possono vantare cosi' lunga vita in questo sport a livello continuativo e soprattutto con un gruppo di giocatori sempre piu' o meno simile. A Bonate Sotto con l'Hazzard sono sicuramente i piu' longevi. Un grazie a Paolo Brembilla ed un sincero in bocca al lupo al Giacomo Marrone per il futuro sportivo. Magari il campionato prossimo ci regalera' un bel derby. Chi lo sa..Appuntamento al terzo incontro d'estate 2005.

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