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In una manifestazione
sportiva come il "memorial Davide Frigeni", sono molte le
modalità con cui le diverse persone entrano in contatto con
l'evento e per questo sono molteplici anche i punti di vista con
cui valutarle: organizzatori, collaboratori, giocatori, arbitri,
responsabili di squadra, pubblico, giornalisti... Ciascuna di
queste categorie ha vissuto in modo proprio il torneo e pertanto
ciascuna di esse può raccontarlo con diverse sfumature.
Io ho avuto la fortuna di
assistere allo spettacolo del memorial da un punto di vista
tutto mio, una vista da dietro le quinte che mi ha permesso di
godere di ogni sfaccettatura di questo avvenimento.
I vari problemi che si sono
dovuti affrontare nell'organizzazione del torneo hanno richiesto
da parte mia un contributo maggiore rispetto agli anni
precedenti, tutto ciò mi ha permesso di assaporare l'entusiasmo
con cui questo gruppo organizzativo ha perseguito il suo
obbiettivo, senza mai arrendersi anche quando sembrava che fosse
piovuta una maledizione che voleva a tutti costi mettere il
bastone tra le ruote.
Questi ragazzi hanno raccolto
la sfida ancora con più grinta ed alla fine il loro impegno è
stato premiato; posso assicurarvi che l'energia che sprigionano
è contagiosa ed ancor più positivo è il fatto che dopo pochi
momenti con cui ti trovi a collaborare ti resta la sensazione di
essere diventato uno di loro in un modo così naturale che quasi
spaventa.
Dice proprio il vero Stefano
nel suo "Stefano pensiero", quando individua nel come nascono
certe amicizie fra le quali c'è anche la nostra, il significato
per il quale un gruppo di amici si buttano anima e corpo per un
paio di mesi (e qualcosa in più) in un'avventura di questo
calibro.
Non ho purtroppo potuto
assistere a molte partite ma quelle poche che ho visto sono
state, a mio avviso, di buon livello tecnico, la finale stessa è
stata sicuramente una partita degna di tale nome, così come sono
rimasto piacevolmente sorpreso dalla qualità arbitrale.
Sicuramente non posso fare una valutazione complessiva del
torneo da questo punto di vista ma la sensazione che ho avuto è
quella di un evento sportivo in salute, non solo nell'ambito
organizzativo, ma anche in quello agonistico. In breve il "memorial
Davide Frigeni" cresce ed ogni anno (questo è il quinto che
osservo) diventa sempre più bello.
Pensando che questo è stato
il mio ultimo appuntamento con la banda degli "amici di Davide"
come assessore allo sport un pò mi rattrista, anche se qualcosa
mi dice che farò fatica il prossimo anno a starne lontano...
Mi sembra doveroso chiudere
ricordando infine il perchè tutto ciò esiste...CIAO DAVIDE |