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IL
DIBATTITO

LUCA BETELLI - 24.02.05
Luca
Betelli, Grand Chef del Ristorante "Da Franco" di Citta' Alta dal
2003 sponsor dei Brembo Rangers, e' un fan degli U2 di vecchia data.
Annovera tra le sue chicche la presenza ai due tour (1991 e 1993)
targati ZOO-TV. Uno che ce la sa lunga in fatto di U2..
"Finalmente č arrivato il nuovo disco degli U2. Effettivamente dopo
le schitarrate di The Edge in Vertigo, stupendo brano che
preannunciava un ritorno al rock dei fasti iniziali, al primo
ascolto ho sentito toni piů morbidi e adulti con inconfondibili
risonanze al passato. Diciamo pure che il disco delude un pň
sopratutto per i palati piů rockeggianti come il mio, ma si tratta
di una impressione momentanea, era successo anche con Achtung Baby.
Un disco che accontenta un pň tutti. Per certi versi puň sembrare
una sorta di continuazione dell'album precedente (All that you can't
leave behind) ma secondo me č piů innovativo e ricercato senza
stravolgere il loro stile. Una cosa č certa, gli U2 sono diventati
una grossa industria dove ogni cosa che fanno frutta un sacco di
quattrini ma come fanno musica loro non la fŕ nessun'altro"
LUCA BETELLI


STEFANO MAZZOLENI - 09.05.05
Stefano Mazzoleni non ha bisogno
di presentazioni qui da noi. Onnipresente nell'attivita'
istituzionale della Societa' ed in questo sito, Stefano e' anche un
grande fan degli U2 dei quali possiede la completa discografia
ufficiale ed una serie di CD originali e bootleg di grande interesse
"storico", insomma vere e proprie perle. Per lui due presenze Live,
Reggio Emilia 1997 e Torino 2002.
"Ho scoperto gli U2 nel 1994
per ragioni anagrafiche ed e’ anche stata una sorta di fortuna.
Perche’nei 4 anni intercorsi tra Zooropa e Pop ho potuto studiarmi
tutta la discografia della band irlandese ed e’ stato un viaggio tra
le diverse sonorita’ di ogni album. Dai suoni grezzi di Boy al
sofisticato sound rock elettronico di quello che era l’ultimo disco.
La cosa piu’ ammaliante…E quindi l’attesa nel 1997 del primo album
“in tempo reale” per me era immensa e ricca di curiosita’. E
quindi…Signore e signori ecco a noi..Pop! Pensavo che un certo suond
avesse il suo culmine in Zooropa ed invece sti’ quattro ragazzotti
d’Irlanda inventano un disco che a mio avviso solo da loro poteva
venire. Canzoni come Please, Last Night On The Earth, Mofo, vere e
proprie perle misicali che oltre alla bellezza si portano dietro una
dote non comune, l’originalita’. Segue ripresa del ripasso per me
con l’attesa del prossimo e la non tralasciabile presenza alla tappa
italiana del mastodontico Pop Mart Tour, a Reggio Emilia, un vero e
proprio Evento con la E maiuscola, all’aereoporto militare eravami
in 200 mila, forse piu’. E nel 2001 arriva All
That You Can’t Leave Behind. L’ascolto porta con se’ il
cambiamento di rotta degli U2. Pensavo cosa ci sarebbe stato dopo
Pop e l’arrivo del nuovo album ha sancito il fatto che gli U2
interrotto quella loro esclalation di sonorita’, facendo una decisa
marcia indietro. Capibile forse, visto che Pop e Zooropa non sono
stati dei campioni di vendita ma, e mi ripeto, a mio avviso due
capolavori. Bellissimo album, questo e’ sicuro, ma ci si aspettava
altro. Anche se ci sono delle canzoni che si possono definire
“figlie di Pop”, New York in modo particolare e la susseguente e
struggente The Ground Beneathe The Feet, colonna sonora di The
Milion Dollar Hotel film di Wim Wenders, classico regista che si ama
o si odia, senza vie di mezzo e se devo dirvela tutta io lo amo. Se
ce la fate andatevi a vedere Fino Alla Fine Del Mondo, film che ha
anche lui una canzone degli U2 nella colonna sonora. Anche qui conto
la presenza nel Tour, allo stadio Delle Alpi di Torino con un
concerto completamente diverso da quelli del Pop Mart Tour, piu’
essenziale e piu’ incentrato sulla musica. Veniamo quindi ai giorni
nostri con How To Dismantle An Atomic Bomb che si schiera
decisamente sulla falsa riga del suo predecessore con piu’ o meno le
stesse sonorita’. Sempre molto bello, il marchio di fabbrica e’
sempre garanzia di alta, altissima qualita’e come ha sottolineato
Luca nel suo articolo, la schitarrata di The Edge in Vertigo e’ una
botta d’energia da paura. Dimostrazione che sia il rock duro che la
melodia piu’ mielosa trovano negli U2 i migliori interpreti a
livello planetario. Chiudo con una considerazione ed una speranza.
La speranza e’ che prima o poi arrivi il famoso erede di Pop,
l’evoluzione di quell’album e la considerazione sotto forma di
domanda per voi e’: Ma v’immaginate che disco della MADONNA che
potrebbe essere? Alla faccia delle classifiche di vendita…"
STEFANO MAZZOLENI
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