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Lago.
Mi trovo solo. Come sto meglio. Siamo in due io e il Jameson. Io
e lui ogni tanto ci inebriamo della presenza delle Lucky Strike.
Sentirli fare l’amore nella mia bocca e fare a pugni nel mio
stomaco…sensazione impagabile dei momenti di solitudine
contemplativa. E’ ormai parte di me la volta al mese che mi
isolo dal mondo. Nel garage di questo posto lascio l’auto e
telefoninportafogli vari, porto su solo loro due amanti. Questa
e’ la sola cosa che importa. Da nemici non li voglio naenche
sfiorare. Il mio dormire solo li tocchera’. Ma finiscono sempre,
loro e il tempo, altro mio compagno quassu’.
La vecchia me lo
vendette. Era malata lei e doveva andare a stare con la figlia.
Qua a venti chilometri dalla civilta’ umana poteva solo morire.
Adesso ci muoio io. Non vengo in villeggiatura ma prendere
fiato. Sono passati gia’ due anni. La prima volta c’ero venuto
con Laura. Maledetta e stramaledetta. Mi ha fatto portare qui la
televisione e tutto quanto il resto. Li ho riportati dove
stavano meglio. Nel mio essere viziato vanno a meraviglia. In
questo mio essere viziato vanno a meraviglia. In questo mio
essere non si trovano, vedendo uno che non sa nemmeno questo
posto in che provincia e’. Posso al massimo intuirne la regione
ma la mano sul fuoco non ce la metto. Spero che stavolta non mi
venga il vomito quando rivesto i panni viziati. Anche perche’
sto meglio con i panni viziati, non solo fisicamente. I panni
viziati mi rendono piacevole, questi mi rendono uno schifo. Non
ho mai passato piu’ di due chiari qua, senza orologio li chiamo
cosi’ i giorni. Al calar del giorno che devo partire incontro
l’orologio in autostrada. Nemmeno da mangiare mi porto, solo
acqua. Dopo il whiskey l’acqua sembra l’affluente buono del mare
inquinato. Dopotutto io preferisco vedere il mare inquinato
perchè nasconde nel suo insieme varie storie di vita morta.
Quello limpido e’ come questo lago, una noia mortale. Mortale,
ah si, i pesci…prevale comunque solidarieta’ ai pesci.
Laura. Sono
passati ventitre mesi da quando proprio dalla poltrona che da
sul lago da cui adesso mi sto facendo sostenere, mi disse che
voleva stare libera, per un po’, poi si vedra’. Facendosi
beccare due giorni dopo al centro commerciale con un altro…e
tutto questo dopo nove anni assieme! Ora la vedo tante volte e
faccio ancora fatica a parlargli. Lei al contrario e’ il
ritratto della serenita’. Non posso sopportare ancora quando la
vedo che lei se ne vada via con lui e soprattutto come ogni
maschio maschilista che qualcuno che non sono io, violi la sua
intimita’. La collera mi fa passare le sere in casa ad attendere
l’incontro con questo posto. Un anno fa come oggi ci saremmo
dovuti sposare e la cosa “comica” e’ che lei e’ sposata da un
paio di mesi ed e’ pure incinta…di piu’ non saprei proprio che
chiedergli! Qualche tempo fa decisi di dirgli tutto cio che
avevo dentro di me. Lo aveva gia’ sentito svariate volte questo
discorso ma ricordo che quella volta ero stato come un politico
in campagna elettorale e volevo a tutti i costi che lei votasse
per me. Alla fine del discorso ero esaltato tanto che mi
aspettavo una sua apertura ma lei mi scarico’ addosso la Siberia
dicendomi “Guarda e’ meglio che te ne fai una ragione, settimana
prossima mi sposo e..dimenticavo: sono incinta…e a proposito se
vuoi vieni pure al matrimonio, sei invitato..”. Neanche se mi
avresti pagato, tesoro mio, sarei venuto al tuo matrimonio! E
poi in che veste? Nella veste di Gesu’ crocifisso?
Ma il crollo
degli eventi non poteva che portarmi qui, oggi. Il primo ponte
disponibile l’ho cosi’ sfruttato. E sono categorico. Da qui
torno vivo o morto. Che bella giornata e che bello sto computer!
E che bella sala mensa, che bel barettino, che bel supermercato,
che chef che sono, che amici che ho e che letto comodo che ho.
Capite che sono tornato da la. Tre giorni a far dispetto al sole
tanto che ero bello e raggiante e non mi restava altro da fare
che la prova del nove. L’incontro. E dopo due giorni di
appostamenti per simulare un finto incontro casuale e finalmente
metto in scena il mio teatrino…Parliamo tutto il pomeriggio in
un caffe’ fuori citta’. Non mi fa piu’ cosi’ male ma male mi fa
sempre. Ma la cosa che mi fa cadavere dentro me e’ Giulia. Lei
e’ simbolo di vita che mi fa calare il respiro. Infatti..vederla
uguale a lei mi fa sviaggionare la mente e pensare che non e’
successo niente e che e’ nostra. Invece e’ successo ed e’ solo
sua. Io ancora non lo so ma dopo qualche tempo e per cinque anni
saro’ l’amante di Laura. Il bello e’ che saro’ io a mollarla e a
farla soffrire perchè aveva ragione lei, non siamo fatti per
stare insieme. E per un po’ era andata fuori di testa,
rischiando anche il divorzio: Ma dopo capiremo che abbiamo
sofferto tanto l’uno per l’altra e alla fine non ne valeva la
pena perchè aveva ragione lei, avevo ragione io, non eravamo
davvero fatti per stare assieme. Facevamo meglio a goderci di
piu’ i momenti condivisi e a considerare meno amari i ricordi.
Tanto poi il finale si rivelera’ giusto, il finale solo pero’.
VINCENZINOVANG
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