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Sempre
loro, i ricordi che si affacciano sempre su di me nei tempi
morti di vita mia. E io c’ero quel pomeriggio al
Sangiorgiostadium Bonate e i due fischi dell’arbitro li accolsi
con l’ansia claustrofobica. Sapevo che il tempo morto era li,
aspettava il verde dei due fischi del direttore di gara per
gavettonarmi macchinazioni di mente mia. Rivera e Mazzola poi
Rossi e Graziani. Devo aver dormito dieci anni almeno se non di
piu’. Ho questo sbalzo. Il nulla nel mezzo. Ma e’ a un cane che
se la passeggia in mezzo al campo che poso il mio ragionare. Se
la sta godendo il tipo...guarda e basta e par divertito dalle
pallonate di chi si scalda. Ma non fate quella domanda. Non
dovete saper che quel cane e’ del mister, non dovete. Io l’ho
saputo e come ho fatto a saperlo non v’aggrada...e poi la
trepida attesa per Ciotti e la Ruta con la domenica sportiva...quella
vera. E quella domanda al Professore che proprio non ci voleva:
“Mister, che ne pensa di Perdomo?” E lui “Penso che giochi
meglio il mio cane!” Sssttt...non dovete dire, pensare, sapere,
volere...ma cos’e’, l’arbitro fischia, secondo tempo. Non dite
niente del cane, di Scoglio e di tutto quanto il resto, voglio
passare mezzora a non pensare a cani, scogli e ciotti..silenzio
per favore. Una sola cosa mi gira intorno: Chi c’era tra Rivera
e Paolo Rossi, chi c’era...boh...intanto Saul e tre a uno per
voi, o dovrei dire noi?...Manca venti…
VINCENZINOVANG
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